Adolescenti, sessualità, amici e internet

Adolescenti, sessualità, amici e internet


 Andrologia – News generale del 05/10/2013 – 1369 visite – livello visibilità: 4/4

Amici e Web questi sembrano essere i più importanti educatori sessuali per i nostri adolescenti.

E’ questo uno dei tanti dati importanti che sembra emergere da uno studio, recentemente pubblicato sull’Archivio Italiano di Urologia e Andrologia, presentato in questi giorni a Riccione in occasione del lancio del progetto educativo “Pianeta Uomo”, promosso dalla Società Italiana di Urologia e rivolto a tutte le famiglie, scuole e istituzioni per sensibilizzarle sulle diverse tematiche, inerenti albenessere e agli stili di vita che coinvolgono l’uomo, dall’adolescenza alla sua terza età.

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La ricerca in questione per la prima volta analizza in modo preciso e dettagliato il quadro che si è delineato, soprattutto nel mondo degli adolescenti, dopo il 2005, anno dell’abolizione della visita di leva obbligatoria.

L’indagine, che ha interessato circa cinquemila ragazzi di sei diverse città italiane, ha messo in rilevo che un diciottenne su tre lamenta un problema andrologico significativo che deve essere affrontato senza troppi indugi.

Ancora le informazioni raccolte dimostrano che la maggioranza dei nostri giovani uomini segue stili di vita non corretti: l’80% degli adolescenti, sotto i 18 anni, assume troppe bevande alcoliche, il 40% fa uso di droghe, tutti fattori destinati a compromettere nel tempo anche la loro vita sessuale con il rischio di disturbi significativi e persistenti.

I giovani oggi hanno poche informazioni corrette, quasi sempre apprese da interneto dai loro compagni: solo il 7% di loro ad esempio sembra sapere che il preservativo serva a proteggersi da una patologia sessualmente trasmessa, il 27% non ne ha mai acquistato uno, il 90% di chi lo usa lo fa per evitare una gravidanza indesiderata.

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Sui temi andrologici l’ignoranza dei ragazzi è quasi assoluta, l’indagine ha messo a fuoco diversi temi e percentuali non trascurabili e degne di reale interesse: il 4% dei ragazzi ha problemi di ritenzione testicolare, nel senso che i testicoli non sono correttamente discesi nella borsa scrotale, un 3% lamenta un frenulo corto, fastidioso ed il 18% un varicocele, cioè una dilatazione delle vene spermatiche a livello della borsa scrotale tale da aumentare la temperatura in quella sede e determinare potenzialmente delle alterazioni del liquido seminale; in queste stime sovrastimato, da parte dei ragazzi, sembra essere il problema dei genitali piccoli omicropene che invece coinvolge solo lo 0,1% di giovani valutati.

L’amico Vincenzo Mirone, Ordinario di Urologia dell’Università di Napoli, Federico II, ha sottolineato come la ricerca ha fatto “emergere la necessità di una campagna informativa di educazione sessuale e relazionale, perché i ragazzi non hanno un punto di riferimento per i loro dubbi in materia di sesso: da quando finisce l’assistenza pediatrica, attorno ai 14 anni, fino al momento in cui si ha una vita di coppia stabile e si mettono in cantiere dei figli la vita sessuale dell’uomo entra in un grande ‘buco nero” dove impera il fai da te, non ci si rivolge quasi mai ad un medico e si cercano solo informazioni dagli amici oppure sul web.”

Un altro amico, Nicola Mondaini, che lavora nell’Unità di Urologia dell’Ospedale S. Maria Annunziata di Firenze ed è il responsabile dello studio in questione, ha rilevato come “la maggioranza delle patologie che abbiamo rilevato sono problemi minori, che non danno ripercussioni nel lungo periodo solo se vengono affrontati tempestivamente durante l’infanzia o la prima giovinezza. Si tratta peraltro di problemi semplicissimi da diagnosticare e, nella maggior parte dei casi è sufficiente una visita di pochi minuti. Purtroppo, con l’abolizione della visita di leva, è venuto meno un momento di screening fondamentale, proprio all’ingresso nella vita adulta, che in passato, è servito a molti per risolvere disturbi e patologie che adesso restano non diagnosticati …”.

Un altro dato sconcertante, emerso dalla ricerca, che ci riporta indietro di almeno dieci anni è quello che solo il 10-15% dei giovani sa chi è l’andrologo.

Ora il progetto “Pianeta Uomo”, appena presentato, cercherà di proporre periodicamente incontri fra gli andrologi, studenti, giovani e cittadini per migliorare il grado d’informazione e di consapevolezza sui corretti stili di vita e diprevenzione da tenere che possano nel tempo permettere di migliorare leinformazioni e quindi anche il benessere sessuale dei nostri giovani uomini.

 

Fontehttp://www.pagepressjournals.org/index.php/aiua/article/view/1585

Altre informazioni:

http://www.medicitalia.it/minforma/Andrologia/196/La-prevenzione-andrologica-nell-eta-pediatrica-e-puberale